Tempi di erogazione cessione del quinto

Cessione del quinto, quanto tempo serve per chiudere la pratica?

La cessione del quinto è un prestito che ha delle tempistiche abbastanza lunghe di gestione della pratica, così che spesso ci troviamo a chiedere al nostro consulente finanziario: “ma quanto tempo serve per avere i soldi sul nostro conto?“.

La domanda è lecita, ma la risposta non è mai scontata o banale. Non esistono infatti tempi certi per l’erogazione di una cessione del quinto, in quanto dobbiamo calcolare che ci sono molti documenti da presentare e le parti in causa sono diverse.

Chi rallenta una pratica di cessione del quinto?

Gli attori coinvolti sono principalmente quattro:

il cliente (voi);
l’agente finanziario;
il back office della finanziaria;
il datore di lavoro (inteso spesso come ufficio risorse umane);

Analizziamo quali possono essere le cause di un rallentamento per ognuno di questi attori.

Il cliente può non essere pronto in fase di richiesta preventivo a fornire la documentazione necessaria in suo possesso all’agente finanziario.
Ricordatevi che finchè non gli fornite i vostri documenti d’identità, la vostra ultima busta paga (o cedolino pensionistico), il vostro CUD e, in caso di pensionati, la vostra quota cedibile, l’agente in attività finanziaria non potrà fare molto per offrirvi un preventivo su misura.
Spesso infatti la stesura di un preventivo (e quindi la pratica stessa) viene rallentata proprio dai ritardi nella fornitura della documentazione iniziale atta a valutare la vostra posizione.

L’agente finanziario incaricato può anche lui incappare in alcuni errori, come non richiedervi puntualmente tutta la documentazione oppure tardare nell’invio dei documenti alla finanziaria per una valutazione della vostra pratica. Non succede spesso, ma cercate sempre di essere presenti in queste fasi per assicurarvi il corretto svolgimento dell’iter.

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Il back office di alcune finanziarie è l’organo predisposto a valutare se siete idonei secondo i criteri della finanziaria a ricevere un prestito. Spesso è sovraccarico di lavoro, quindi in questa fase deve essere l’agente finanziario (il vostro punto di riferimento che intermedia tra voi e l’istituto di credito) a fare pressione sul back office affinchè tutto si svolga entro termini di tempo accettabili.

Il datore di lavoro è spesso invece proprio il collo di bottiglia della pratica. La sua parte consiste nel rilasciare l’atto di benestare alla finanziaria (ovvero quel documento nel quale si impegna a versare alla finanziaria direttamente il quinto del vostro stipendio ogni mese), ma sia per lungaggini burocratiche oppure per prese di posizione aziendale può far bloccare l’intera procedura. State attenti!

Quindi come vedete le cause possono essere tante, il tutto è proporzionale alla mole di documenti da presentare per imbastire una pratica. Più documenti uguale più problemi, è un’equazione che vale in tutte le cose della vita.